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Rotary Bari Sud

Chi e perché ha ucciso Aldo Moro

Si comincia con un filmato, l’annunzio del rapimento di Aldo Moro dato da Bruno Vespa al Tg 1 RAI dell’epoca. Quindi Luigi d’Ambrosio Lettieri introduce il tema della serata evidenziando come la vicenda di Aldo Moro può ritenersi inserita in un più vasto disegno internazionale volto a non consentire all’Italia una libertà ed una autonomia nelle scelte di politica interna ed estera.

La parola passa, quindi, all’On. Gero Grassi che ripercorre in circa due ore, giorno per giorno e, in qualche caso, ora per ora e minuto per minuto la vicenda umana prima che politica del rapimento di Aldo Moro.

Una narrazione appassionata, tesa, avvincente come un thriller, che lascia tutti attoniti.

Depistaggi, interferenze, servizi deviati, pesanti intromissioni americane ed israeliane, magistrati compiacenti, politici conniventi, traditori, insomma il quadro di una Italia che forse abbiamo voluto far finta di non conoscere, perché non abbiamo voluto vedere ciò che ci si parava dinanzi agli occhi, inconsciamente rifiutando quella verità che le scrupolose indagini svolte dalla Commissione Parlamentare Bicamerale, grazie anche alla tenacia e, forse, anche alla incoscienza dell’On.Grassi, hanno potuto disvelare.

Una narrazione serrata nel ritmo che lascia tutti con il fiato sospeso, attenti ad ogni parola sino ad ora tarda, attratti dal fascino che solo la verità può avere, quella verità che l’On. Gero Grassi ha voluto accertare, come ha ritenuto di dire, per consegnarla ai suoi figli, la stessa verità sulla quale si potrà, è l’auspicio di tutti, costruire un Paese migliore, perché il sacrificio di un uomo come Aldo Moro non sia vano e costituisca, invece, il lievito per una crescita morale e consapevole della nostra amata Patria.

Terminata la relazione l’On. Grassi risponde esaurientemente alle domande postegli dai soci, numerosi sino alla fine,  nonostante l’approssimarsi della notte.

Tocco di campana e tutti a casa con l’amaro in bocca ma fiduciosi in un avvenire migliore.

 Francesco D’Alessandro

 

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2015 04 27 - Chi e perchè ha ucciso Aldo Moro

On. Gero Grasso - Introduzione di Sen. Luigi d'Ambrosio Lettieri

 

 

Rotary Bari Sud

Chi e perchè ha ucciso Aldo Moro

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Rotary Bari Sud

Riforme della Giustizia, organizzazione e diritti: una questione di governance?

Si è tenuta lunedì 30 marzo 2015 a Bari, presso il Palace Hotel, la riunione del Rotary Club Bari Sud “Riforme della Giustizia, organizzazione e diritti: una questione di governance?” che ha avuto come Relatori il Cons. Dott. Valerio Fracassi, Consigliere del CSM, e il Cons. Dott. Giuseppe Rana, Presidente Vicario della Quarta Sezione civile – Fallimenti del Tribunale di Bari. Presenti, per l’occasione, oltre ai Soci, le seguenti Autorità rotariane e civili: il dott. Pasquale Pignataro, Assistente del Governatore Rotary 2120, i PDG Rocco Giuliani, Consigliere dell’Ordine degli Avvocati di Taranto, e Mario Greco, già Magistrato di Cassazione, il Prefetto distrettuale Michele Simone, la Presidente del Club Bari Antonella Calderazzi, la Presidente del Rotary Club Bitonto Terre dell’Olio Netty Paradiso, il Consigliere del CSM Prof. Avv. Paola Balducci, ed i Magistrati Cons. Dott. Riccardo Greco (del Rotary Bari Ovest e Presidente del Tribunale per i Minorenni di Bari), Cons. Dott. Domenico De Facendis (Presidente del Tribunale di Foggia), Cons. Dott. Antonio Civita, Presidente di sezione del tribunale di Foggia, Cons. Dott. Jolanda Carrieri, Cons. Dott. Concetta Potito (Presidente della Sezione di Bari della ANM), Cons. Dott. Alberto Binetti, Cons. Dott. Salvatore Casciaro, Cons. Dott. Silvia Daloiso, Cons. Dott. Isabella Ginefra, Cons. Dott. Patrizia Rautiis, gli Avvocati: Anna Losurdo (componente CNF), Gaetano Sassanelli (Presidente della Camera Penale – Bari), Floriana Rendina (Presidente della Camera Civile di Bari), Alberto Di Cagno (del Rotary Bari), Mario Fasano.

 I saluti di rito e una breve introduzione dell’argomento da parte del Presidente Francesco D’Alessandro, nonché le comunicazioni di segreteria di Gennaro Ranieri, hanno preceduto la lettura del curriculum del dott. Giuseppe Rana, primo Relatore dell’incontro.

Giuseppe Rana, classe 1961, è in magistratura dal 1987 e attualmente ricopre l’incarico di Giudice presso la Quarta Sezione Civile – Fallimenti – del Tribunale di Bari.
Ha, tra l’altro, scritto in materia di processo civile e ordinamento giudiziario, occupandosi anche della formazione dei magistrati per conto della Nona commissione del CSM e della Scuola Superiore della Magistratura.
Fortemente interessato all’introduzione dell’innovazione tecnologica nella Giustizia, ha coordinato uno dei primi laboratori sperimentali per l’attuazione del Processo Civile Telematico, divenendo dal 2010 al 2013 componente della Struttura Tecnica per l’Organizzazione presso il CSM. Ha recentemente pubblicato, per i tipi di Aracne, un libro dal titolo“La Governance della Giustizia Civile. Processo, organizzazione e diritti”.
Il dott. Rana, partendo dall’aspetto negativo attualmente più evidente, e cioè dalla lentezza dei processi, ha parlato di come la situazione economica attuale e il correlato “taglio” alle risorse abbiano influenzato il sistema Giustizia, sistema che dal piano normativo, e poi giurisprudenziale, si è spostato a quello delle prassi condivise e all’autoregolamentazione.
La riflessione si è incentrata sulla possibilità di ammettere una governance che riesca a conciliare l’importanza della “qualità del giudizio” con un sistema complessivamente più celere ed efficiente.
Per fare questo è necessario un nuovo assetto del sistema che vada a coinvolgere tutti i livelli di organizzazione: dai giudici e avvocati (livello tecnico), alla direzione degli uffici giudiziari, fino alle Istituzioni.
In questo momento storico di defaillance economica per tendere ad una situazione migliore e di sviluppo bisogna partire, sempre nel rispetto dei principi costituzionali del processo e dalle sue garanzie fondamentali, dalla riflessione comune e dalla condivisione, entrambe tese alla riorganizzazione in senso manageriale e “ordinamentale”.
Il motore della nuova governance della Giustizia è rappresentato proprio dalla volontà degli operatori di cambiamento e crescita, di condivisione delle buone prassi, e dei cittadini che prendono coscienza del sistema, delle nuove tecniche e sinergie.
In quest’ottica deve essere “rivisitata” anche la figura del giurista che oltre alle competenze giuridiche, deve saper organizzare e gestire, sopratutto con particolare riferimento all’autoregolazione e alla condivisione delle buone prassi organizzative.
Il Presidente D’Alessandro ha introdotto il secondo Relatore dando lettura del Suo curriculum vitae.
Il Cons. Valerio Fracassi è nato nel 1955 ed è in magistratura dal 1981. Pretore a Camposampietro e ad Ostuni, Giudice Penale presso il Tribunale e la Corte di Assisi di Brindisi, Consigliere della Corte di Appello e della Corte di Assise di Appello di Lecce. Estensore di numerose ed importanti sentenze sulla criminalità organizzata.
E' stato per quattro anni referente informatico distrettuale e, negli anni 1999-2000, componente del consiglio giudiziario. Presidente della Sezione GIP del Tribunale di Brindisi è stato eletto nel 2014 al Consiglio Superiore per la Magistratura.
Segretario Nazionale dei Movimenti Riunti per la Giustizia, ispiratore di AREA di cui è capo gruppo nel CSM.
Il dott. Fracassi è stato complementare con la relazione precedente pur soffermandosi su elementi diversi e sulla necessità di interventi normativi e strutturali che riguardano il processo, la scelta degli interessi meritevoli di tutela, e la struttura degli uffici.
È importante riuscire a realizzare una “gestione partecipata” che chiama tutti ad un ruolo attivo nella costruzione della risposta giudiziaria.
In tema di organizzazione ed efficienza non va sottaciuto che la giurisdizione non è un’azienda, atteso che la sua organizzazione è necessariamente vincolata ad alcune rigidità di obiettivi e procedure che discendono da principi della Costituzione e che la distinguono dalla flessibilità del modello aziendale.
Tutti chiedono e pretendono una maggiore efficienza e, quindi, una sollecita risposta alla domanda di giustizia, ma questo non deve portare a identificare il funzionamento ottimale del sistema giudiziario con la capacità di “produrre” di più.
Un sistema che funzioni deve assicurare una qualità della decisione (una decisione “giusta”, che è anche una decisione presa nel rispetto delle garanzie dei soggetti coinvolti) e, dunque, ripensare i propri moduli organizzativi non in funzione della mera quantità ma anche della qualità delle decisioni, che non può essere sacrificata alla quantità.
La sfida organizzativa è, dunque, quella di coniugare l’esigenza della qualità di una risposta giudiziaria, qualità che presuppone un vincolo inderogabile di indipendenza e autonomia, con la necessità di ottenere comunque una risposta in tempi ragionevoli.
Una risposta in tempi rapidi ma qualitativamente scadente è denegata giustizia al pari, però, di una risposta qualitativamente elevata, ma che arrivi con intollerabile ritardo ovvero con costi spiegabili solo con una organizzazione inadeguata.
Alle relazioni è seguito un dibattito con interventi dei PDG Giuliani e Greco, nonché dei Magistrati Domenico de Facendis e Riccardo Greco, dell’Avv. Gaetano Sassanelli e dei soci Francesco Colonna Venisti, Giovanni de Pergola e Valentino Valentini.

La conclusione come per prassi è stata di Lino Pignataro, Assistente del Governatore Luigi Palombella.
Lino ha porto i saluti del Governatore, rivolti, in particolare, al Consigliere Fracassi ai cui genitori è stato legato da rapporti di amicizia e di colleganza, e si è, quindi, complimentato con gli Oratori per la trattazione dell’argomento della serata e con il Presidente D’Alessandro per l’organizzazione dell’importante serata relativa alla tutela dei diritti, tema assai caro al Sodalizio teso alla costruzione del bene comune e all’Amicizia e alla Pace nel mondo.

In tal senso l’Assistente del Governatore ha voluto ricordare i 70 anni di attività dell’UNESCO, la sua complementarità con il R.I e la partecipazione ai festeggiamenti a Parigi da parte del Presidente del Rotary International Gary C.K. Huang, festeggiamenti che sono stati tra la domenica delle Palme e quella della Santa Pasqua 2015.

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30/03/2015 - Riforme della Giustizia, organizzazione e diritti: una questione di governance?

Cons. Dott. Valerio Fracassi, Consigliere del CSM, e Cons. Dott. Giuseppe Rana

Carmen Russo

Rotary Bari Sud

Riforme della Giustizia, organizzazione e diritti: una questione di governance?

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Rotary Bari Sud

"Farmaci e salute"

Lunedì 9 febbraio 2015 al Rotary Club Bari Sud, il rapporto tra farmaci e pazienti ha costituito l’argomento della relazione del Sen. Dott. Luigi d’Ambrosio Lettieri, Socio del Nostro Club, che ha fatto da preludio alla conferenza del Prof. Luca Pani, Direttore generale dell’Agenzia Italiana del Farmaco, che ha relazionato, grazie alla sua straordinaria competenza ed esperienza nel settore, su: “Farmaci e salute”. La serata rotariana Interclub con il Rotary Club Bitonto Terre dell’Olio, presieduto da Netty Paradiso, ha avuto inizio con il rituale tocco di campana, il saluto alle bandiere, le comunicazioni di segreteria del Nostro impeccabile Gennaro Ranieri.
Numerosi i Soci e gli Ospiti che hanno partecipato a questa serata di eccellenza, tra cui il dott. Sergio Liberatore, Amministratore Delegato della IMS Health, e il Segretario Distrettuale 2120 dott. Vito Valente.
Il Presidente Francesco D’Alessandro, dopo aver ringraziato Netty Paradiso per aver concorso alla organizzazione della riunione, ha presentato e introdotto i due Relatori, ai quali ha passato subito la parola per entrare nel vivo della tematica della serata.

Il Senatore D’Ambrosio Lettieri, membro della 12ª Commissione permanente del Senato della Repubblica “Igiene e sanita”, ha parlato del “farmaco” come promessa di salute per guarire, ma anche per non ammalarsi e per garantire il benessere psicofisico.
Il Senatore ha proposto alla Platea delle slides e ha evidenziato la necessità di migliorare il rapporto tra farmaci e pazienti, la conoscenza dei medicinali da parte del paziente che li assume, per garantire il più alto livello di salute della collettività e una giusta ottimizzazione delle risorse disponibili.
Il percorso di innovazione della governance del sistema sanitario si fonda sulla sinergia tra medico-paziente-farmacista: la formazione e l’informazione da parte dei medici e dei farmacisti in favore dei pazienti riduce gli sprechi che, inevitabilmente, si producono quando i farmaci vengono usati male e/o si ricorre erroneamente alla ospedalizzazione.
In questo processo di riorganizzazione i cittadini devono poter contribuire concretamente, chiedendo provvedimenti e leggi adeguati per il rafforzamento della farmacovigilanza, per la riorganizzazione delle cure primarie e per integrare l’offerta dei servizi sanitari.
Il Presidente Pani ha ribadito che uno degli obiettivi strategici dell’Agenzia Italiana del Farmaco è proprio quello di contribuire alla tutela della salute attraverso l’uso sicuro e appropriato dei farmaci, perché quest’ultimi non sono l’unico strumento per la salute, atteso che la maggior parte delle malattie croniche (cardiovascolari, metaboliche ecc.) potrebbe essere evitata adottando stili di vita corretti e con un’adeguata prevenzione.
La prevenzione andrebbe a determinare un taglio di costi, i quali ben potrebbero costituire risorse per le innovazioni terapeutiche e i bisogni di salute non soddisfatti.
La tematica “Farmaci e salute” va, inoltre, letta alla luce dei “grandi numeri” della spesa farmaceutica nazionale (circa 20 milioni di euro nei primi nove mesi del 2014) e del mutamento dell’intero sistema sanitario per la naturale combinazione di una serie di fattori complessi, quali p.e.s i cambiamenti climatici, l’invecchiamento della popolazione, l’antibiotico-resistenza, il riemergere di patologie che si ritenevano debellate, ecc…
L’Agenzia Italiana del Farmaco è impegnata a tutelare la salute dei cittadini, garantendo l'accesso al farmaco e il suo impiego sicuro, difendendo i valori della ricerca scientifica (es. caso Stamina) contro ogni tentativo di deregolamentazione e delegittimazione delle Istituzioni e del sistema sanitario nel suo complesso, promuovendo la ricerca indipendente, favorendo consulenza scientifica, adottando nuove modalità di valutazione dei rapporti rischio/beneficio e prezzo/beneficio e di negoziazione del prezzo con le aziende, finalizzate a un accesso razionale e programmato ai farmaci innovativi.
Tutto questo sempre in favore dei cittadini, a cui l’Agenzia ha rivolto (e ha in cantiere) diverse iniziative di comunicazione.
I Soci e tutti i partecipanti hanno potuto apprendere dettagliate e precise informazioni, formulare domande e soddisfare alcune loro curiosità.
Lino Pignataro, Assistente del Governatore, ha concluso la bella e interessante serata ricollegandosi al Rotary e al Suo spirito solidale, nonché alla determinazione e all’impegno che i Rotariani mettono per il raggiungimento di obiettivi e operazioni molto difficili, grazie alla loro disponibilità e capacità professionale.
Febbraio è il mese dell’intesa e della comprensione mondiale, per l’ottenimento delle quali bisogna essere uniti e far si che tante professionalità e intelligenze si sintonizzino su un’unica frequenza per intendersi e per collaborare, a livello mondiale: la ruota del Rotary gira con ampio respiro e dimensione planetaria!
Il collegamento è ad un’intervista del Prof. Pani, nella quale veniva evidenziato che il potenziale dato dalla collaborazione libera degli scienziati è tutto da dimostrare, ma è una prospettiva stimolante e potenzialmente rivoluzionaria.
Quindi, amore per il prossimo e intelligenza!
La ragione deve governare ogni intendimento amorevole nei confronti degli altri.
Lo slancio umanitario deve essere imbrigliato dall’intelletto: è con questo binomio che da 110 anni, attraverso l’amicizia e il servizio, noi rotariani cerchiamo di raggiungere lo scopo principale del Rotary: la Pace.

 AA. VV.

 

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Sen. Dott. Luigi d'Ambrosio Lettieri e Prof. Luca Pani

Carmen Russo

“Il Jihadista abita con noi”

“Il Jihadista abita con noi” è il titolo della relazione che il Cons. Dott. Carlo Maria Capristo ha tenuto durante la riunione organizzata il 2 febbraio 2015 presso l’Hotel Palace dal Rotary Club Bari Sud in Interclub con il Rotary Club Bari Castello, cui ha partecipato anche il Nostro Governatore Luigi Palombella. Dopo i saluti di rito alle Autorità (il Questore di Bari dott. Antonio De Iesu, il Comandante della Legione Carabinieri “Puglia”, Generale di Brigata Claudio Vincelli, nostro socio onorario, i PDG Riccardo Giorgino e Renato Cervini), ai numerosi soci e ospiti presenti, e le comunicazioni del segretario Gennaro Ranieri, la parola è passata al Presidente Francesco D’Alessandro per la presentazione e l’introduzione dell’Illustre Relatore.
Il termine Jihad deriva dalla radice araba J-H-D, letteralmente può essere tradotto come “sforzo necessario a raggiungere un obiettivo”, mentre secondo la definizione coranica significherebbe “fatica e impegno, interiore e materiale (riferimento al denaro), per la causa di Dio”. Il Dott. Capristo è entrato subito nel vivo dell’argomento della riunione rotariana.

Secondo quest’ultima interpretazione si possono ulteriormente distinguere tre diversi significati: lotta spirituale al fine di vivere nel migliore dei modi la fede islamica; lotta per costruire una buona società musulmana; atto “militare”, concesso però dalle sacre scritture islamiche del Corano solo come difesa del popolo musulmano.

In nessuna di queste definizioni rientra il concetto di “Guerra Santa” ossia di conflitto volto a convertire tutto il mondo (gli infedeli) all'Islam.

Tuttavia, la jihad nella sua accezione di espansione territoriale è sempre stata un aspetto centrale della vita musulmana: è così che i musulmani governarono gran parte della penisola arabica fin dalla morte del profeta Maometto, avvenuta nel 632, ed è così che un secolo dopo, i musulmani conquistarono una regione che andava dall’Afghanistan alla Spagna.

Successivamente, la jihad incitò e giustificò le conquiste musulmane di territori come l’India, il Sudan, l’Anatolia e i Balcani.

L’ampiezza di significato del termine Jihad è rimasto sconosciuto al mondo occidentale fino all’abbattimento delle Torri Gemelle di New York avvenuto l’11 settembre del 2001, quando è diventato di uso comune, per poi essere associato a tutta una serie di altri attentati violenti e terroristici in tutto il mondo (p.es. Londra 2005, Parigi 2014) rivendicati dallo Stato Islamico (anche detto ISIS).

Lo Stato Islamico, conosciuto anche come Stato Islamico dell'Iraq e della Grande Siria (ossia Stato Islamico dell'Iraq e al-Sham, ISIS), o Segretario Generale del califfato Islamico, ma anche Stato Islamico dell'Iraq e del Levante (ISIL), è un gruppo terrorista - di matrice islamica - attivo in Siria e in Iraq il cui attuale leader, Abu Bakr al-Baghdadi, ha unilateralmente proclamato la rinascita di un califfato nei territori caduti sotto il suo controllo.

L’ISIS prende origine nel 2014, a seguito delle rivolte nate per contrastare il governo siriano presieduto da Bashar al-Assad, e riunisce in una sola entità le caratteristiche dell’esercito, delle modalità terroristiche, della fisicità del territorio in cui risiede e della struttura statuale.

Questo nuovo jihadismo è una rivoluzione dei giovani musulmani contro le élites musulmane tradizionali, che essi vogliono rovesciare per prenderne il potere, così da andare poi alla conquista del mondo.

L'ONU, alcuni singoli Stati e i mezzi d'informazione in tutto il mondo hanno esplicitamente fatto riferimento allo Stato Islamico come ad un’organizzazione terroristica.

Il Procuratore Capristo ci ha riferito che dal punto di vista politico l'ISIS è riuscito laddove gli altri gruppi fondamentalisti e del radicalismo islamico, per anni e anni, non erano riusciti, vale a dire a trasformare il radicalismo islamico in un'istituzione, il califfato, creando così uno stretto rapporto tra territorialità e identità: califfo e califfato. Non è dunque un caso che nella loro comunicazione politica utilizzino spesso l'espressione "Stato islamico" (in arabo al-Dawlah).

Il contesto di oggi è quello di un islam mondializzato, di un islam globalizzato che trascende le vecchie frontiere geografiche e che distrugge, spezzandolo, l'antico rapporto fra territorialità e identità, annunciando la fine delle nazioni.

Quando l'ISIS parla di un califfato mondiale, significa che il mondo intero, poco a poco, dovrà essere sottomesso all'islam.

Il jihadismo, quindi, è una nuova forma di terrorismo completamente diverso dalle tipologie a noi già note, perché non solo è di tipo situazionista (cioè sfrutta una determinata situazione in un contesto e in un momento preciso alla rivendicazione in nome di una ideologia o dell'indipendenza di una regione), ma è invisibile e, dunque, capace di reclutare un’infinità di adepti che sfuggono al controllo e alle schedature.

Non può dunque che inquietare, questo terrorismo, perché sta tutto nella manipolazione della paura e nella trasmissione dell’orrore, oggi mondialmente divulgati su Youtube.

Esiste dunque, nel jihadismo, un uso intenzionale della violenza, della minaccia della violenza, dell’esaltazione del terrore delle azioni.

Il dottor Capristo ha tenuto a specificare che non bisogna uccidere la speranza dei musulmani che vivono in Occidente, non bisogna cadere nella trappola di rivolgere la nostra rabbia contro tutti i musulmani, perché questa non è e non deve diventare una guerra di Religione.

Bisogna lottare contro il terrorismo, intraprendendo strategie antiterrorismo nell’ambito della sicurezza nazionale ed europea.

L'azione dell'Unione Europea si appoggia su strumenti specifici destinati a facilitare l'aiuto reciproco tra i servizi repressivi degli Stati membri, come Europol, Eurojust, il mandato di arresto europeo e le squadre comuni d'indagine (composte da responsabili delle autorità repressive dei vari Stati membri ed eventualmente di agenti di Europol).

In Italia è necessario potenziare i servizi di intelligence e favorire un serio programma di coordinamento e collaborazione fra i vari servizi di sicurezza dei diversi Paesi.

Occorrono misure per arginare uno dei fenomeni che generano maggiore allarmismo: i c.d. foreign fighters (ovvero i guerriglieri di ritorno dall’addestramento e in attesa di un segnale) ed è indispensabile che i cittadini si sentano parte della sicurezza comune diventando una sorta di “sentinelle civili”, segnalando alle Forze dell’Ordine comportamenti e movimenti strani senza farsi prendere dal panico.

L’ultima riflessione del Procuratore Capristo è stata per l’attacco “Charlie Habdo” e se la libertà di manifestazione del pensiero ha dei limiti e, nello specifico, se la libertà di satira si può spingere sino alla blasfemia.

Al termine della relazione sono intervenuti anche il Questore di Bari dott. Antonio De Iesu, e il Comandante della Legione Carabinieri “Puglia”, Generale di Brigata Claudio Vincelli, con delle osservazioni sulla tematica trattata.

È seguito un dibattito scaturito dai tanti interventi dei soci presenti e dalle risposte che il Dott. Capristo ha dato con grande generosità e in modo assolutamente esaustivo.

Ha concluso la serata di studio, conoscenza e formazione il D.G. 2120 Luigi Palombella, evidenziando preoccupazione per le giovani generazioni e collegandosi al tema della comprensione mondiale e della pace (cui il Sodalizio dedica il mese di Febbraio) e al problema scottante e consequenziale dell’immigrazione, che il Rotary italiano ha trattato a Marsala nell’ottobre scorso al Rotary Day Nazionale.

Uno degli obiettivi principali del nostro sodalizio è quello di “propagare la comprensione e la pace a livello internazionale, mediante il diffondersi nel mondo di relazioni amichevoli tra persone esercitanti diverse attività economiche e professionali, unite nel comune proposito e volontà di Servire”

È per questo che il Rotary presenta una struttura transnazionale e coopta i soci senza distinzione alcuna di natura etnica, religiosa o culturale.

Grande attenzione alla collaborazione, allo scambio tra i popoli, a favorire il difficile processo di integrazione e accoglienza, massimo impegno per portare la luce nelle zone di oscurità che ancora caratterizzano gran parte dei paesi del pianeta, intervenendo fattivamente nella vita quotidiana e con progetti di servizio, al fine di sanare le disuguaglianze che caratterizzano questa nostra epoca.

Carmen Russo

 

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Cons. Dott. Carlo Maria Capristo, Procuratore della Repubblica presso il Tribunale di Trani

 

 

Rotary Bari Sud

Il jihadista abita con noi

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Carmen Russo

“Il fenomeno dell’immigrazione. L’accoglienza e le ripercussioni sull’ordine e sulla sicurezza pubblica”

Accoglienza calorosa e grande partecipazione per il Prefetto di Bari S.E. Antonio Nunziante, Illustre Relatore dell’Interclub con i Rotary Metropolitani, organizzato il 20 gennaio 2015 dal Rotary Club Bari, presso il Circolo Unione di Bari. Argomento trattato “Il fenomeno dell’immigrazione. L’accoglienza e le ripercussioni sull’ordine e sulla sicurezza pubblica”, che fa seguito all’incontro rotariano dello scorso anno con il Medesimo Ospite su “Sicurezza e legalità in tempo di crisi”. Antonio Nunziante ha ripercorso la Sua brillante carriera per ricordare gli eventi più importanti riferiti al fenomeno dell’immigrazione.

Ci ha riportato al periodo dell’arrivo della prima nave di profughi albanesi da Valona (la Vlora), quando Egli Stesso era funzionario in Prefettura con compiti assistenziali ad una nascente immigrazione, all’epoca il Prefetto di Bari era il dott. Nicola De Mari di Altamura e il Sindaco di Bari il prof. Dalfino.

L’improvviso arrivo dei tanti e numerosissimi profughi albanesi rappresentò un momento di grande emergenza che diede inizio alla vera protezione civile.

Tutta la città di Bari si mobilitò, così come altre città vicine, quali Monopoli, Barletta, Altamura, adoperandosi con impegno ed energia per assicurare assistenza ad oltre 1000 profughi assolutamente privi di ogni bene.

S.E. Nunziante ha ricordato la vivacità degli emiliani e la staticità di molte regioni del Sud , a cui va sicuramente riconosciuto il merito di una grande generosità.

Il Prefetto di Bari ha ribadito l’importanza del processo di integrazione degli immigrati con il rispetto della persona coniugato a quello della legge, ponendo l’attenzione sull’aspetto umano della problematica.

Il Rotary con i suoi principi fondamentali può e deve essere di aiuto nell’accoglienza degli Altri e nel supporto alle Istituzioni

Si sono avvicendati nel dibattito alcuni interventi dei presenti in sala, cui il dott. Nunziante ha risposto con molta disponibilità e cortesia.

Ha concluso una serata piacevole, motivata e soprattutto utile per senso civico e difesa del bene comune, il Nostro Lino Pignataro, Assistente del D.G. 2120 Luigi Palombella.

Nel suo intervento conclusivo Lino ha portato il saluto del Governatore, ha ricordato le parole dell’indimenticato Pasquale Satalino (fautore del dialogo interculturale e della cooperazione civile ed economica per i popoli del mediterraneo) e il grande valore che da sempre il Rotary e i Rotariani di eccellenza pongono alla comprensione reciproca, alla pace tra nazione e nazione, all’altruismo e all’accoglienza, a porgere una mano fraterna a chi è in situazione di difficoltà o proviene da paesi lontani e ostili.

 

Una menzione particolare è stata fatta per il bacino del Mediterraneo che in questo delicato momento storico rappresenta l’area più significativa per i fenomeni migratori e per interrogarsi sulle normative correlate, sui focolai di guerra, sulla salute del mare, sulla blue economy sui traffici e sulla rete dei porti, sulla protezione civile, sulla archeologia e su altre tematiche di interesse comune, proprio come è stato fatto lo scorso Ottobre a Marsala durante il forum rotariano dal titolo “Mediterraneo Unito”.

 

 Carmen Russo

Super User

"Incubo TASI"

La sala dell’Hotel Palace di Bari ha accolto i soci del Rotary Club Bari Sud riuniti lunedì 27 ottobre 2014 per ascoltare la relazione “Incubo Tasi” tenuta dal Nostro Socio Saverio Belviso. Gianluigi Di Giulio, Presidente per l’a.r. 2015-2016 in temporanea sostituzione del Presidente Francesco D’alessandro, ha introdotto il Relatore e l’argomento. Saverio Belviso è avvocato e commercialista, stimatissimo e affermato consulente, libero professionista di Bari, socio del Nostro Club Rotary del quale ha ricoperto numerosi e importanti cariche sociali, tra cui anche quello di Presidente per l’a.r. 2012-2013. Il Relatore ha proposto all’attenta e interessata platea uno studio relativo ai tributi e, nello specifico, alla TASI, con presentazione di slides, schemi e grafici.

La tasi è il tributo per i servizi indivisibili che gli organi impositori e la stampa hanno presentato come “imposta su misura personalizzata per ogni contribuente”.

Il fondamento normativo lo troviamo nella Legge n° 147 del 27 novembre 2013, ai comma 669 e seguenti.

Il presupposto impositivo è il possesso o la detenzione a qualsiasi titolo di fabbricati, ivi compresa l’abitazione principale come definita ai fini dell’imposta municipale propria, di aree scoperte nonché di quelle edificabili, a qualsiasi uso adibiti.

I servizi indivisibili sono tutte quelle attività comunali che non vengono offerte “a domanda individuale”, ma vanno a vantaggio di tutta la cittadinanza, quali: l’illuminazione pubblica, la sicurezza, l’anagrafe, la manutenzione delle strade e altre ancora.

La base imponibile è quella prevista per l'applicazione dell'imposta municipale propria (Imu) di cui all'articolo 13 del decreto-legge 6 dicembre 2011, n.201, convertito, con modificazioni, dalla legge 22 dicembre 2011, n.214.

Ogni Comune stabilisce Le aliquote della TASI sono stabilite da ogni Comune proprio perché riguardano i costi dei servizi da sostenere nell’anno.

Il Comune definisce, per ogni tipologia di immobile, l’aliquota e, per gli immobili che non sono abitati direttamente dal proprietario, stabilisce la quota di imposta che deve essere pagata dai proprietari e quella che deve essere pagata dai conduttori.

Le aliquote hanno una soglia massima che vanno considerate unitamente a quella dell’IMU.

In buona sostanza, per il 2014, TASI e IMU non possono superare insieme l’aliquota massima dell’11,4 per mille sugli immobili diversi dalle abitazioni principali e del 3,3 per mille sulle abitazioni principali, salvo quelle considerate di alto pregio (categoria A1, A8 e A9) che potrebbero essere assoggettate all’aliquota massima del 6 per mille comprensiva di IMU e TASI.

Nel Comune di Bari la Tasi 2014 ha aliquota al 3,3 per mille sulla prima casa, ovvero al massimo possibile, ma sono esenti dal pagamento della tassa i contribuenti con ISEE fino a 10 mila euro

Sussistono le detrazioni fisse di 100 euro per tutti i contribuenti con ISEE compreso tra 10 e 15 mila euro.

La TASI, insieme all'IMU e alla TARI, è una delle tre parti dell'Imposta Unica Comunale (IUC) ed è stata istituita dalla legge di stabilità del 2013

Per l'anno d'imposta 2014, la prima rata si è pagata il 16 Giugno nei comuni che hanno deliberato le aliquote entro la data del 23 Maggio. Negli altri comuni, l'imposta sui servizi indivisibili si pagherà il 16 ottobre; in quei comuni che non hanno rispettato la scadenza di Settembre, i contribuenti saranno chiamati a pagare la TASI con l'aliquota base dell'1 per mille da corrispondersi in un'unica rata con scadenza il 16 dicembre 2014.

La scadenza della Tasi a Bari è stata differita al 16 dicembre 2014

Al termine della relazione è intervenuto Beppe Macaione per spiegare come la Legge di stabilità 2014 ha modificato la tassazione applicabile agli atti aventi ad oggetto diritti immobiliari: 2% per la prima casa, 9% per tutti gli altri beni immobili e le imposte ipotecarie e catastali nella misura fissa di 50 euro ciascuna; 12% a determinate condizioni, per terreni agricoli e relative pertinenze, 1%per i coltivatori diretti e gli imprenditori agricoli professionali (IAP).

L’importo di ciasuna delle imposte di registro, ipotecarie e catastali previste in misura fissa per gli atti soggetti a IVA passa da 168 a 200 euro.

E' seguito un breve dibattito e molte domande riguardo alla Tasi, a cui Saverio ha risposto esaustivamente e con grande disponibilità.

La considerazione di Lino Pignataro sulla grande professionalità e l’eccellenza che il Rotary ricerca nei suoi soci ha sottolineato l’importanza della serata.

I saluti, il ringraziamento al Relatore e ai presenti di Gianluigi di Giulio e il tocco di campana hanno segnato la conclusione della riunione significativa e interessante.

Carmen Russo

 

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Saverio Belviso

 

 

 

 

Rotary Bari Sud

Matera, da vergogna nazionale a capitale europea della cultura: storia di una rinascita

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Rotary Bari Sud

Incubo TASI

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“Il semestre di Presidenza italiana dell’UE: la collaborazione tra Italia e Gran Bretagna in tema di disoccupazione giovanile”

 

“Il semestre di Presidenza italiana dell’UE: la collaborazione tra Italia e Gran Bretagna in tema di disoccupazione giovanile” è il titolo della relazione che l’Ambasciatore d’Italia in Gran Bretagna, S.E. Pasquale Terracciano, ha tenuto durante la riunione organizzata il 19 settembre 2014 presso l’Hotel Palace dal Rotary Club Bari Sud in Interclub con i Rotary Clubs Bari Ovest, Bari Castello e Bari Mediterraneo. Dopo i saluti di rito a tutte le Autorità presenti e le comunicazioni del segretario Gennaro Ranieri la parola è passata al Presidente Francesco D’Alessandro per la presentazione e l’introduzione dell’Illustre Relatore.

Il dott. Pasquale Terracciano, dopo una lunga e brillante carriera diplomatica, nel maggio 2013 ha assunto l’incarico di Ambasciatore d’Italia in Gran Bretagna, è sposato

con la Signora Karen (che per l’occasione lo ha accompagnato), ha tre figli ed è socio onorario del Rotary Club Napoli Flegreo.

L’Ambasciatore italiano a Londra ha parlato della grande attenzione che il Regno Unito pone nei confronti dell’Italia e con riferimento agli investitori ha specificato che quest’ultimi confidano nella serietà degli italiani, nella loro volontà di fare le riforme necessarie e nella possibilità di riuscirci.

Si palesa, dunque, una grande apertura di credito che troverà conferma nella graduale ed effettiva realizzazione delle riforme strutturali.

Per rilanciare la crescita e per adottare un modello sostenibile nel tempo è necessario che l’attuazione delle riforme strutturali riguardi in generale tutta Europa: se ogni singolo Paese applica riforme strutturali, allora l’Europa beneficerà di un effetto moltiplicatore delle singole riforme adottate a livello nazionale.

La crescita ossia il moltiplicatore può essere creato da una politica virtuosa che si caratterizza per la sussistenza di due filoni di azione principale: uno è quello del completamento del mercato unico nel settore dei servizi, dell’energia e del digitale (che sono tutti moltiplicatori di crescita), e l’altro filone è quello del commercio internazionale.

E’ in corso di negoziato tra l’Unione Europea e gli Stati Uniti un ambizioso accordo commerciale di libero scambio il TTIP (Transatlantic Trade and Investment Partnership) che consiste nella creazione di un mercato transatlantico unico con standards comuni e con tariffe azzerate.

L’obiettivo è quello di rimuovere le barriere commerciali in una vasta gamma di settori economici per facilitare l’acquisto e la vendita di beni e servizi tra Europa e Stati Uniti.

Il negoziato è lungo e complesso ma la posizione del governo italiano è quella di consolidare quanto già ottenuto e di concordare gli elementi cardine.

Il dott. Terracciano ha poi parlato dell’importante collaborazione nata tra il Nostro Paese e la Gran Bretagna per far fronte alla problematica della disoccupazione giovanile

e, nello specifico, all’esercito di giovani italiani in cerca di lavoro nel Regno Unito e a Londra.

Il Regno Unito è ben strutturato e rappresenta una terra d’elezione che attrae perché c’è meritocrazia, senso civico e linearità.

In favore di questi numerosissimi giovani, iscritti all’Aire, sono nati dei progetti per dare aiuto nelle fasi della vita all’estero, ma anche per mantenere un contatto con l’Italia, cercando di evitare che il Nostro Paese, culla di grandi individualità, perda definitivamente queste intelligenze e capacità.

Al termine della relazione S.E. Pasquale Terracciano è stato molto disponibile nel rispondere alle numerose domande e riflessioni dei soci presenti in sala.

Ha concluso la riunione il Governatore Distrettuale Rotary 2120, dott. Luigi Palombella, il quale, ha fatto delle significative riflessioni sul futuro delle giovani generazioni in questo momento di grave crisi economica segnato da dati di disoccupazione giovanile sempre più allarmanti.

Partendo dal significato dell’espressione “sviluppo economico e comunitario”, il dott. Palombella ha sottolineato l’importanza di lavorare insieme per acquisire un modo nuovo di “fare economia”, perché la crescita e lo sviluppo economico portino con sé responsabilità, valori e principi comuni.

L’obiettivo è quello di creare una rete di sostegno intorno ai giovani, al fine di offrire opportunità concrete per trovare occupazione, sfidando la crisi e il mercato del lavoro.

Il Governatore ha ribadito l’esortazione di Gary Huang: “ Light up Rotary”, “Accendi la luce del Rotary”, cioè di accendere la luce di speranza nei giovani che ormai sconfortati e privi di certezze non sperano più e non vedono davanti a sé alcun futuro.

Essere un esempio per le nuove generazioni e concorrere a costruire il loro futuro deve essere l’impegno di ogni rotariano e di tutto il sodalizio.

L’invito, dunque, è quello di essere “costruttori del bene comune”, proprio come recita il motto distrettuale, e di sviluppare concretamente progetti e attività rotariane basate sulla solidarietà intergenerazionale e rivolte con grande forza alle giovani menti del nostro Paese.

I giovani, intesi come “il futuro”, dovranno essere sempre al centro dell’attenzione, in quanto solo da essi potrà ripartire la rinascita morale, culturale ed economica del nostro Paese.

Un grande e partecipato applauso, lo scambio dei doni e i saluti finali hanno scandito il termine della importante riunione con l’Ospite di Eccellenza.

Carmen Russo

Super User

Viaggio nel sud dell'India

Sono tornato da pochi giorni da un viaggio di lavoro nell’India meridionale, precisamente a Cochin una città di circa 600.000 abitanti, nello Stato Federale del Kèrala. Cochin, con la denominazione moderna, Kochi, è formata da due isole, di forma oblunga e disposte come due grandi navi una affianco dell’altra bagnate dal mare arabico, ad ovest della terra ferma. Su questa si espande Ernakulam, una più vasta area di città ricca di lagune, canali, torrenti, fiumi, distese di palme di noci da cocco. L’isola maggiore è un’area dedita soprattutto alla pesca e al turismo.

L’isola minore, Willingdon Island, è un’isola artificiale, creata nel 1936 dal britannico Lord Willingdon, che ne fu governatore. In quest’ultima è situato un grande e moderno porto commerciale ed un’importante base della Marina Militare (the Southern Naval Command). I militari che lavorano in questa base hanno a disposizione una vasta area recintata e protetta, fornita di scuole, centri sportivi, ospedali, abitazioni, un aeroporto militare, il porto e tutto ciò che occorre per essere autosufficienti e vivere insieme alle proprie famiglie. Nessuno può accedervi o scattare foto, se non munito di speciali permessi.

Sulla terra ferma, si specchia ad essa il Cochin Shipyard LTD, uno dei più grandi cantieri navali di tutta l’India, dove ho lavorato per il periodo in cui ho soggiornato. Qui Fincantieri partecipa alla costruzione della 1a portaerei Indiana interamente costruita in loco, la Vikrant, che vedrà il completamento e la consegna alla Marina Militare Indiana nel 2018.

Sono molte le aziende europee che partecipano al progetto. Questo perché l’India sta investendo notevoli risorse economiche in tecnologia ed addestramento del personale, ma non possiede ad oggi il know-how necessario per realizzarla.

Fincantieri fornisce tutta la linea propulsiva costituita da 4 turbine a gas da 134.400 CV (100,4 MW) totali complete di riduttori, linee d’assi, cuscinetti, mozzi elica ed elica a pale orientabili che consentiranno alla portaerei di viaggiare ad una velocità di 28 nodi (52 km/h).

Traducendo per i non addetti ai lavori, se con 3 kW diamo corrente ad un’abitazione civile standard, con un’analoga potenza delle 4 turbine possiamo illuminare una città di 33.000 abitazioni, ovvero, per una media di 3 abitanti ad abitazione ed un consumo medio di 1,5 kW/ora una città di 200.000 abitanti!

Altri numeri interessanti sono ad esempio che la sola elica ha un diametro di 6 m e pesa, insieme al mozzo, 60 ton, gli assi che collegano l’elica alle turbine hanno una lunghezza di circa 100 m e l’intera nave è lunga più di 260 m. Potrà ospitare 40 aerei e un equipaggio di 1400 persone.

Attualmente, sono iniziate le operazioni di allineamento, che prevedono di raggiungere una precisione su tutto l’asse, dalle turbine all’elica, dell’ordine del

centesimo di millimetro! Sono per questo stato inviato ad effettuare il controllo e la supervisione dei lavori, ed a illustrare loro le fasi successive.

Durante la mia permanenza in India ho pensato di contattare il presidente del Rotary Club”Cochin Central”, Mr. Bijoy Mathew, chiedendogli aiuto nell’indicarmi i luoghi migliori della zona dove eventualmente poter stazionare nei miei prossimi futuri viaggi di lavoro.

La disponibilità di Bijoy, ad una semplice mia telefonata, è stata a dir poco strepitosa.

Mi è venuto a prendere nel mio hotel con la sua auto e mi ha portato nella sua casa, presentandomi la moglie e le sue due splendide figlie, di 12 e di 16 anni. Bijoy abita con la sua famiglia in un grande appartamento al 12° piano di un prestigioso grattacielo ad est di Ernakulam, da cui si può godere di un panorama mozzafiato sull’intera città e del verde della fitta vegetazione di Cochin. Il grattacielo ha al suo interno una grande piscina, un fitness club ed una sauna ad uso esclusivamente privato.

La moglie, dolcissima e splendida in abiti indiani mi ha offerto un tè e degli ottimi dolci fatti in casa, le figlie, vestite in jeans e all’ultima moda si sono presentate con un inglese perfetto e velocissimo, e spiegandomi entusiaste tutto ciò che di bello può mostrare la loro città e i suoi dintorni. Ho ringraziato e continuo a ringraziare tutt’ora Bijoy per la disponibilità dimostrata in quella domenica pomeriggio. Ma non finisce qui, perché la sera stessa Bijoy mi chiama chiedendomi se ho voglia di relazionare al suo club sull’Italia e sulla situazione politico-sociale che l’Italia e l’Europa in genere stanno attraversando attualmente. Accetto molto volentieri ed il giovedì seguente sono al club a ricevere una calorosa accoglienza da parte di tutti i membri rotariani e a tenere la mia relazione, mettendomi a loro disposizione nel rispondere alle domande che numerose si sono susseguite. Non è mancata la domanda di cosa ne pensassi della vicenda dei nostri Marò, che per l'appunto sono stati arrestati dalla Marina Indiana nel porto di Cochin.

L’auditorio è diventato per un momento molto attento e silenzioso in attesa della mia risposta: “Penso che la cosa più giusta sia che una parte terza valuti e giudichi l’operato dei nostri Militari. Noi come Italiani difendiamo i nostri Marò, riteniamo che abbiano fatto il loro dovere e che debbano quindi essere reimpatriati al più presto, voi, difendete la vita persa dei due pescatori e il dolore delle loro famiglie. Credo quindi che la migliore scelta sia quella di affidare il giudizio ad un Tribunale Internazionale, estraneo a qualsiasi interesse di parte che approfondisca e valuti imparzialmente l’intera vicenda”. Applausi e sorrisi, meno male, è andata bene! Ma sicuramente sarebbe andata bene qualsiasi altra risposta avessi dato, visto la tolleranza per il pensiero altrui che hanno sposato tutti i membri del Rotary!

Bijoy, da ottimo presidente, mi ha fatto sedere accanto a lui di fronte a tutti i membri del club e alla fine della serata mi ha donato un simpatico pensiero per me e per mia moglie.

Il club è composto unicamente da uomini (ma ho visto in internet altri club rotariani indiani di genere misto), e una volta al mese si riunisce con tutte le famiglie.

Sono estremamente affascinati dalle bellezze del nostro Paese, e molti di loro sono venuti più volte in qualità di turisti o uomini d’affari. Ho ricambiato loro la disponibilità dimostrata nei miei confronti promettendo ospitalità nella mia casa in una futuro viaggio in Italia. La serata si è conclusa con uno scambio di una miriade di bigliettini da visita, strette di mano e promesse di rivederci, presto o tardi, in un Paese o nell’Altro.

Ho avuto conferma quindi di quanto effettivamente è grande il nostro Rotary e quante porte possono aprirsi nel Mondo con una semplice telefonata, all’insegna dell’amicizia più disinteressata e della grande cordialità ed ospitalità di tutti i suoi membri.

Mi accingo ora a descrivere meglio il luogo in cui sono stato, per chi ne fosse incuriosito.

Lungi da me aver capito in soli 15 giorni la cultura, gli usi ed i costumi Indiani, credo che ci vorrebbero svariati anni per comprenderli appieno, riporto solo le impressioni personali del mio primo viaggio in questo incredibile Paese.

L’India cresce oggi ad una media del 5% annuo. La maggior parte della popolazione parte da uno stato di povertà assoluta, tuttavia grattacieli di 20 e più piani spuntano dappertutto come funghi, la metropolitana messa in costruzione da appena un anno verrà completata tra soli due anni e solo a vederla si rimane stupefatti del lavoro svolto in così poco tempo: in Italia siamo abituati a vedere realizzate opere del genere in non meno di 10-15 anni!

Vi è ancora una cospicua parte della società che vive ancora in baracche non elettrificate e senza bagni. Il Governo Indiano sta finanziando a fondo perduto un contributo a chi volesse costruire un bagno nella propria abitazione.

Si trovano in ogni angolo mestieri oramai dimentichi e scomparsi qui da noi: l’ombrellaio (il riparatore di ombrelli), il ciabattino, il falegname, le sarte, il venditore di spezie o di saponi o di essenze artigianali.

E’ uso mangiare con le mani, più precisamente unicamente con la destra, essendo la mano sinistra ritenuta impura. Questa è una vera e propria tradizione locale che gli Indiani difendono (the Indian traditional way to eat), in quanto ritengono che per

gustare appieno il cibo bisogna anche saggiarlo attraverso in tatto. In Kèrala il cibo è come ci possiamo facilmente immaginare molto speziato e per lo più simile ai nostri riso e legumi o vegetali, comunque molto buono. A seconda del cuoco può essere più o meno piccante. Il pane (chapati) è sottile e morbido, non lievitato. Si mangia molta frutta, varie specie di banana, succhi e spremute e poi carne e pesce senza restrizioni. L’Indian Coffee è molto simile al nostro latte e caffè. I tè sono dei più svariati, ce ne sono innumerevoli qualità e differentemente trattati.

Relativamente al clima, in inverno scende intorno ai 22°C, in estate sale fino ai 38°C, ma è l’umidità che la fa da padrona oscillando spesso tra il 90 e il 99%. Nel periodo dei Monsoni che va da giugno ad agosto, piove a dirotto, una pioggia fitta e battente, molto simile alla doccia aperta nei nostri bagni, che dura per giorni e giorni ininterrottamente. La scuola inizia a Giugno anziché a Settembre, dopo la stagione estiva di Aprile e Maggio, periodo in cui il clima diventa davvero difficile da tollerare. La densità della popolazione è di 6000 persone a Km2 e ciò crea incessanti ingorghi nel traffico, a qualsiasi ora del giorno. Gli autobus, i camion, le moto sono tutti rigorosamente degli anni ’50. Il mezzo più usato dal turista per muoversi in città è il tuck-tuck, delle sorti di Api Piaggio modificate da taxi. Spesso si incontrano per strada mucche, capre, processioni religiose (con incluso gli elefanti), e non mancano manifestazioni operaie.

Il Kèrala infatti è uno stato che ha subito varie dominazioni e influenze (portoghese, inglese, olandese, e l’ultima russa). La dominazione russa, in particolare ha creato un prototipo di stato comunista, dove trovano tutt’ora spazio le varie istanze dei lavoratori e rendono, d’altro canto, il territorio avverso ad un libero sviluppo industriale: le multinazionali preferiscono infatti per tali ragioni evitare il Kèrala, propendendo per altri luoghi dell’India più malleabili nei loro confronti. Il comunismo ha poi creato una elevata percentuale di popolazione alfabetizzata, con scuole, istituti tecnici ed Università di Ingegneria e Legge molto efficienti e progrediti, rendendo di fatto questo Stato uno se non il più progredito e acculturato dell’India. Ultimamente però anche il governo comunista del Kèrala è dovuto scendere a patti con l’opposizione, patteggiando con essa per poter andare comunque avanti nelle riforme.

Una curiosità: in Kèrala è vietato l’uso dell’alcool, persino bere una birra a cena nei ristoranti! Tuttavia in alcuni luoghi è possibile ancora commercializzarlo. Lo Stato del Kèrala produce una bevanda alcoolica dalla fermentazione della noce di cocco, il Toddy, ed è l’unico alcool che al momento è possibile acquistare. Per gli anni a venire il Governo sta valutando un ulteriore inasprimento delle leggi.

Ci sarebbe da scrivere molto altro ancora, sulle particolarità di questo stravagante sub-continente in cui tutti gli eccessi convivono insieme in un inspiegabile equilibrio, in un melting-pot di culture, di lingue, di religioni, di costumi, di usanze, di colori, di eccessi, di estrema ricchezza ed estrema povertà, di una natura esplosiva e indomabile e pur tuttavia in perenne lotta di sopravvivenza contro la sua creazione

forse la più perfetta, l’essere umano, responsabile di continui ed efferati atti contro di essa.

Magari in un’altra occasione…

Antonio Negro

Super User

"Il sistema politico svizzero"

Il Rotary Club Bari Sud con tutti i Rotary Club Metropolitani e con i Rotaract Club Bari Agorà, Bari e Barialto Casamassima ha organizzato l’Interclub del 26 maggio 2014 con un Ospite Eccellente: l’Onorevole Hansheiri Inderkum, ex Presidente del Consiglio degli Stati della Svizzera. L’Illustre Relatore ha tenuto un discorso relativo al “Sistema politico svizzero”.

Dopo i saluti di rito del Presidente Giorgio Papa al Rappresentante del Consolato Svizzero a Bari, al Presidente del Tribunale di Matera dott. Giuseppe Attimonelli, al Governatore del Distretto 2120 Renato Cervini, all’Istruttore distrettuale PDG Titta De Tommasi, al PDG Riccardo Giorgino, all’Assistente del Governatore Vito Trojano e al Prefetto distrettuale Vincenzo Sassanelli, Autorità civili e rotariane che non sono potute mancare alla importantissima serata, e a tutti i Soci e i Presenti, la parola è passata all’On.le Inderkum.

L’Onorevole, accompagnato per l’occasione dalla moglie e dalla sorella, che per coincidenza si chiamano entrambe Elisabeth, ha iniziato la Sua relazione (che di seguito si riporta in forma ridotta per economie di spazio) menzionando preliminarmente alcune importanti dati e peculiarità relativi alla Svizzera.

“La Svizzera ha una superficie di soli 41.285 chilometri quadrati, con una densità di 200 abitanti per chilometro quadrato ed una elevata percentuale di stranieri pari al 29%. Il Paese, che è suddiviso in quattro regioni linguistiche e culturali (tedesca, francese, italiana, a cui vanno aggiunte le valli del Canton Grigioni in cui si parla il romancio), è una delle Nazioni economicamente più prospere al mondo.

La fondazione della Svizzera trae origine dal patto eterno del Grütli stretto nel 1291 dai tre Cantoni di Uri, Svitto e Unterwaldo con i rispettivi territori soggetti a dominio.

Nel 1848 nacque lo Stato federale che diede al Paese strutture costituzionali che, nel rispetto della pluralità culturale e linguistica, gettarono basi solide per la coesione del Paese e lo sviluppo del bene comune.

Politicamente la Svizzera è una democrazia rappresentativa che prevede diritti significativi per il Popolo ed il Paese regge bene con il suo sistema politico.

La partecipazione diretta del Popolo, non solo ogni quattro anni per le elezioni del Parlamento, ma anche per molti dossier importanti porta a una certa lentezza.

Non di rado serve più tempo per prendere le decisioni politiche rispetto a quanto sarebbe auspicato nella nostra epoca della velocità. D’altro canto però le decisioni politiche sono solitamente sostenute anche dal Popolo.

Per concludere desidero parlare di due ambiti problematici.

-          Il principio della concordanza, che ho menzionato in merito al Governo, al Consiglio federale, si ripercuote anche in Parlamento, quando le questioni fondamentali devono trovare la strada giusta da percorrere. Oggi spesso in politica succede che tra la sinistra, in particolare tra i socialisti, e la destra, in particolare i democratici di centro, si stringono alleanze inquietanti, sebbene entrambe le forze politiche siano rappresentate in Consiglio federale, dunque al Governo. Questo porta a vere e proprie situazioni di stallo.

-          Negli ultimi tempi sono diventate più frequenti le iniziative, che di fatto sono valide, perché non violano il diritto internazionale cogente. La loro applicazione è tuttavia problematica, poiché portano la Svizzera su un terreno difficile a causa delle implicazioni internazionali. L’esempio più recente è l’iniziativa popolare “Contro l’immigrazione di massa”, accolta con una maggioranza risicata lo scorso 9 febbraio, per chiedere che la Svizzera possa nuovamente decidere autonomamente in materia di immigrazione di stranieri, in particolare anche provenienti dall’UE, con i cosiddetti contingenti”.

Al termine della relazione l’On.le Hansheiri Inderkum ha risposto alle numerosissime domande dei presenti in sala.

La serata con l’Eccellente Relatore è stata anche l’occasione giusta per presentare un nuovo socio nel Rotary Club Bari Sud e perché l’Assistente del Governatore consegnasse ai Presidenti dei Club Rotary Metropolitani le borse di studio da dare ai bambini meritevoli.

Il nuovo socio, presentato dal caro amico Valentino Valentini, è il dott. Marco Ligrani, solare e brillante commercialista barese, docente nei corsi post-universitari, del quale sono state molto apprezzate, oltre alla luminosa carriera professionale e lavorativa, le Sue doti personali e umane in perfetta sintonia con i principi e le regole rotariane.

Tanti auguri e benvenuto a Marco nel Rotary Club Bari Sud.

Si è conclusa così una serata pregna di avvenimenti importanti e con Ospiti e Relatore di vera Eccellenza.

 

Carmen Russo

Super User

“La sicurezza e la legalità nel nostro periodo di crisi economica” - 19 marzo 2014

 

“La sicurezza e la legalità nel nostro periodo di crisi economica” è il titolo dell’Interclub organizzato dal Rotary Club Mediterraneo con i Rotary Club Metropolitani che ha avuto come Relatore Illustre il Prefetto di Bari S.E. Antonio Nunziante. Il dott. Nunziante riportandosi alla frase di Papa Giovanni XXIII “Il rispetto è alla base per costruire una comunità unita, forte e civile” ha affermato quanto sia importante portare “all’esterno del Palazzo” l’invito a reagire positivamente, a dialogare e ad essere insieme nella legalità. I cittadini e gli imprenditori devono uscire dall’individualismo esasperante per sviluppare i veri valori del vivere civile.

 

È necessaria una rivoluzione culturale e bisogna avere sempre il coraggio di denunciare, perché la sicurezza non è solo nelle mani della magistratura e delle forze dell’ordine.

Il richiamo è stato a “Non temere la cattiveria dei disonesti, bensì a temere l’indifferenza degli onesti” (Martin L. King).

La sicurezza non si garantisce con la forza, perché “le crisi non si affrontano con i manganelli”, ma è importante prendere posizione, convivere civile e cooperare alla legalità, partendo dal rispetto della persona per arrivare all’osservanza della legge.

Dopo la relazione del Prefetto Nunziante, l’Assistente del Governatore, prof. Vito Trojano, ha concluso la serata evidenziando ancora una volta la necessità di acquisire la cultura della legalità e sottolineando come il Rotary con i suoi valori e suoi principi sia teso al rispetto dell’individuo, alla giustizia e alla legalità.

L’ultima citazione è stata per Max Weber. Il filosofo tedesco che, di fronte al problema di dover scegliere tra azioni alternative, ha definito due tipi ideali di etica: l’etica della convinzione (o buona intenzione) e l’etica della responsabilità (o attenzione alle conseguenze che si producono con le proprie azioni), e ha preso posizione in favore dell’etica della responsabilità, quale forma di rispetto verso l'umanità, perché è etica della «dignità» umana.

Di fronte ai tanti complicati problemi, la soluzione va ricercata ponendo l’Uomo al centro dell’attenzione, nel profondo rispetto di Esso stesso e dei principi fondamentali di amicizia, tolleranza, rispetto per gli altri (principi cardine del Rotary International).

Dopo alcuni interventi dei numerosi partecipanti alla riunione si è conclusa una serata interessante e prestigiosa.

 

Carmen Russo

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