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“Parliamo di scienza: le ricerche sui materiali innovativi nel Dipartimento di Chimica dell’Università di Bari” - 24 marzo 2014

Interclub organizzato dal Rotary Club Bari Sud, con il Rotary Club Bitonto Terre dell’Olio, Barialto Casamassima, e con i Club Rotaract Bari Agorà, Bari e Barialto Casamassima, con due illustri ospiti: la Prof.ssa Luisa Torsi e il Prof. Francesco Fracassi, Nostro socio, entrambi docenti del Dipartimento di Chimica dell’Università degli Studi di Bari “Aldo Moro”. I due Professori sono un esempio di eccellenza personale e professionale per l’Università di Bari e per l’intera società. Lunghissimi i Loro curricula, tantissimi gli studi e le attività di ricerca che hanno condotto con successo.

La relazione che hanno tenuto gli eccelsi oratori “sui materiali tecnici innovativi generati da processi plasmochimici” ha letteralmente catturato l’attenzione di tutti i presenti in platea.

Francesco Fracassi, Direttore del Dipartimento di Chimica, ha parlato del plasma (gas ionizzato, costituito da un insieme di elettroni e ioni e globalmente neutro) e delle reazioni e dei processi chimici innovativi che i plasmi possono generare per un utilizzo nei più svariati settori: i biomateriali, la microelettronica, i sensori ecc.

L’interesse scientifico è quello di osservare la reazione dei plasmi in sistemi termodinamici diversi da quelli convenzionali, al fine di ottenere tanti sistemi reattivi da poter applicare in molti ambiti operativi.

Luisa Torsi, Presidente del corso di laurea in Scienza dei materiali, vincitrice nel 2010 del premio Merck per la Chimica Analitica e nel 2013 del premio ITWIIN come "Miglior Inventrice Italiana" per i suoi studi sui “dispositivi bio-elettronici di nuova generazione” si è collegata e ha fatto seguito a quanto spiegato dal Prof. Fracassi per continuare a parlarci di tecnologia, di innovazione e, in particolare, di transistor a film sottile organico per applicazioni in ambito sensoristico.

Prima donna e primo italiano a vincere questi riconoscimenti, la Prof.ssa Torsi ci ha illustrato la valenza fondamentale dei dispositivi oggetto di studio interdipendente con la diagnostica medica che necessita di recettori biologici.

La semplicità e la bellezza con cui sono stati proposti e spiegati concetti di studio davvero molto complessi hanno trovato unanime consenso collettivo e hanno fatto apprezzare l’importanza e la grandezza dei lavori scientifici condotti e dei Relatori insigni.

Questa serata dedicata alla scienza è stata anche l’occasione per consegnare il contributo di service del Rotary Club Bari Sud per la costruzione della nuova Chiesa di San Nicola a Catino, quale gesto di generosità, atto di attenzione e di conferma nell’impegno e nel servizio da parte della Presidenza, del Direttivo e di tutto il Club nei confronti delle necessità del nostro territorio.

 

Carmen Russo

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"Se sei così ti dico sì" - 31 marzo 2014

Durante la serata in programma l’ultimo lunedì del mese di marzo è stato proiettata, nella sala dell’Apulia Film Commission di Bari, che ospita l’iniziativa del Rotary Club Bari Sud di rassegna di film pugliesi, la pellicola “Se sei così, ti dico sì”, con Belen Rodriguez ed Emilio Solfrizzi, regia di Eugenio Cappuccio. Il film racconta la meteora di Piero Cicala (alias Emilio Solfrizzi), divenuto famoso per una sola canzone “Io, te e il mare” cantata nell’estate degli anni ’80, che adesso fa il cuoco nella pizzeria pugliese della ex moglie (rancorosa) interpretata da Iaia Forte.

All’improvviso Piero, ormai spento e privo di entusiasmo, viene chiamato a cantare alla trasmissione televisiva su RaiUno “I migliori anni” e al suo arrivo in un lussuoso albergo della Capitale incontra casualmente Talita Cortes, diva argentina del momento.

Talita segue la performance televisiva di Piero e decide l’indomani di portarlo con sé a New York per partecipare e per cantare ad una festa.

Durante il viaggio i due protagonisti si parlano per la prima volta a cuore aperto, scoprendosi come anime gemelle e confidandosi di non voler “bruciare” e “lasciar travolgere” le loro vite dal vortice del mondo dello spettacolo, tanto luccicante quanto imprudente.

Il finale si svolge a Savelletri dove Cicala, accolto in maniera festante dai paesani che lo credono “reduce” da un presunto flirt con Talita, decide di tornare a esibirsi, senza però cadere nella bramosia estrema e frustrante di rincorrere la fama.

La commedia, carica di spunti e ben misurata tra umorismo e malinconia, ha ricevuto nel 2011 due candidature ai Nastri d'argento come migliore attore protagonista (Emilio Solfrizzi) e migliore canzone originale (Amami di più di Francesco Cerasi, Emilio Solfrizzi e Alessio Bonomo, cantata dallo stesso Solfrizzi).

Appuntamento con la rassegna di film pugliesi al prossimo lunedì 28 aprile 2014 con la proiezione di “Polvere di Stelle”, con Monica Vitti e Alberto Sordi, regia di Alberto Sordi.

 

Carmen Russo

Super User

"Once upon a time" - 10 marzo 2014

 Ogni anno il 13 marzo si celebra in tutto il mondo l’anniversario della fondazione del primo Rotaract Club della storia. La settimana che va dal 10 al 16 marzo viene dedicata dal Rotary International alla crescita dell’affiatamento tra i due sodalizi. In questo periodo dell’anno i Club Rotary e Rotaract sono invitati a una speciale riflessione sui reciproci rapporti e sugli obiettivi di service da raggiungere insieme. Per celebrare la ricorrenza del 46° anniversario del Rotaract, lunedì 10 marzo 2014, il Rotary Club Bari Sud e il Rotaract Club Bari Agorà, hanno organizzato, con il Rotaract Club Bari e Barialto Casamassima, l’Interclub “Once Upon a time – La storia del Rotaract raccontata dai Rotaractiani di ieri, oggi e domani”.

È stato ripercorso il cammino del Rotaract a Bari, dalla sua nascita nel 1969 ad oggi, attraverso il racconto e l’avvicendarsi cronologico dei tre Past Rappresentanti Distrettuali baresi: Beppe Macaione, Pinuccio De Cristofaro e Maurizia Falcone.

Salutate le Autorità Rotariane presenti in sala, comunicate le informazioni di segreteria, Giorgio Papa e Nicola De Fazio hanno passato la parola ai Ragazzi, affiancati per questa occasione speciale dal Nostro Lino Pignataro, Presidente della Commissione Rotaract.

Valeria Garau, Presidente del Rotaract Club Bari, dopo brevi considerazioni riguardo all’Associazione e alla propria esperienza personale, ha presentato e introdotto il Nostro Beppe Macaione, primo Rappresentante Distrettuale di Bari dell’originario distretto 190°, oggi illustre Rotariano del Rotary Club Bari Sud e Segretario Distrettuale.

Beppe, disponibile come sempre e sensibile allo spirito di servizio, qualità che caratterizzano un vero rotaractiano “ad hoc”, ci ha spiegato che quando è diventato “Governatore Rotaract” il Distretto, denominato “Mezzogiorno di Italia e Malta”, era molto più ampio di quello che conosciamo oggi, perché era costituito anche dalle regioni di Sicilia, Campania, Puglia e Calabria.

Solo successivamente, a seguito di una serie di interventi di riordino previsti dal Rotary International, avvenne il distaccamento dei Club Campani, Calabri e Siciliani, e l’unione con la Basilicata, per giungere così al Distretto 2120 Puglia e Basilicata.

Tante le attività e gli incontri svolti per aprirsi verso il mondo circostante e numerose le iniziative sulle quali aleggiava un clima di entusiasmo costruttivo.

I Ragazzi del Rotaract erano animati da un forte impegno sociale e dalla volontà di dare aiuto concreto e, in periodo storico italiano assai delicato, si impegnavano nel rivendicare i diritti di libertà di informazione, di giustizia, di pace e del vivere civile.

Bellissimo il labaro con tutti i gagliardetti dei Club visitati da Beppe durante il Suo anno da Rappresentante Distrettuale, custodito gelosamente e gentilmente portato per la serata.

Dopo un affettuoso applauso, Valeria Casarano, Presidente del Rotaract Club Barialto Casamassima, ha introdotto il successivo relatore: Giuseppe De Cristofaro, secondo Rappresentante Distrettuale Rotaract barese, attualmente socio del Rotary Club Barialto Casamassima, con numerosi incarichi distrettuali ricoperti.

Pinuccio è riuscito a riportare la rappresentanza del Distretto Rotaract 2120 di nuovo a Bari; ha lavorato con grande impegno ed entusiasmo, organizzando attività di servizio di alto profilo, per raggiungere importanti obiettivi rotaractiani che avessero una valenza su tutto il territorio distrettuale.

Il simbolo introdotto fu quello della Caravella quale segno di lealtà e amicizia, dell’agire veloce e aperto verso gli altri.

Terminata la relazione, Antonio M. Baldassarre, Presidente del Rotaract Club Bari Agorà, ha invitato Maurizia Falcone, terza Past RRD di Bari, a prendere la parola e a raccontarci l’evoluzione del Rotaract con uno sguardo verso il futuro.

L’Associazione promuove il rispetto dei diritti altrui, della dignità e dei principi etici, offre ai Rotaractiani di tutto il mondo la possibilità di incontrarsi, discutere su argomenti di reciproco interesse e sviluppare amicizie basate sulla comprensione e buona volontà internazionale, al fine di affrontare le esigenze della comunità locale e mondiale.

Maurizia durante l’anno da Rappresentante Distrettuale, in collaborazione con l’Unicef, è riuscita a sviluppare un service in favore delle donne e dei bambini dell’Afghanistan, il paese con il più alto tasso di mortalità materna al mondo.

A questo punto Lino Pignataro, Presidente della Commissione Rotaract, dopo aver salutato la Rappresentante Distrettuale dell’Interact, presente in sala, ha voluto abbracciare con affetto estremo tutti i Ragazzi rotaractiani, attivissimi nel sociale e pieni di spirito di servizio, con la lettura di una poesia di Don Tonino Bello:

“Non abbiate paura di innamorarvi adesso/ di incantarvi adesso/ di essere stupiti adesso/ di entusiasmarvi adesso/di guardare troppo in alto adesso/ di sognare adesso”.

Anche Giorgio Papa, facendo riferimento all’anno di Presidenza, non ha potuto non rammentare la notevole attenzione rivolta da sempre alle nuove generazioni, perché in esse è da riporre ogni speranza per un domani migliore, più consapevole e scevro, per quanto possibile, di conflitti.

Per l’entusiasmo e per l’attenzione nel lavorare al fianco dei giovani, Giorgio è diventato socio onorario del Rotaract Club Bari Agorà e Antonio M. Baldassarre ha avuto l’onore e il piacere di appuntargli la spilla Rotaract sul reverse della giacca.

Con un abbraccio cordiale ed un caloroso applauso si è conclusa una serata che ha visto al centro dell’attenzione i Giovani di “ieri, oggi e domani”, le loro idee e le loro iniziative di solidarietà.

 

Carmen Russo

Super User

Service InConTra - 14 marzo 2014

L'impegno di Service dei cinque Rotary Club Metropolitani ha visto oggi, 14 marzo 2014, la conclusione positiva della pratica amministrativa.Per aggiornamento e per informazione dei Soci e di tutti i lettori, riporto di seguito testualmente il messaggio che il Signor Sindaco di Bari, dott. Michele Emiliano, ha "postato" sulla Sua pagina Facebook:"Q...
Super User

"Parole di musica e pace" - 20 gennaio 2014

 

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Lunedì sera al Palace Hotel di Bari, Vincenzo Sassanelli, insigne Rotariano, con estrema attenzione e grande sensibilità d’animo ha esposto ai soci e agli ospiti del Rotary Club Bari Sud e del Rotaract Club Bari e Bari Agorà una relazione di particolare livello storico-culturale e di grande coinvolgimento emotivo. “Parole e musica di pace” è una ricerca personale e raffinata delle parole (intese come citazioni e documenti storici) e dei brani musicali che hanno formato il Relatore, insieme alla sua generazione, sulla strada della pace. Vincenzo, socio del Rotary Club Bari, Prefetto del Distretto 2120, ha ricoperto numerosissimi incarichi distrettuali, insignito di ben nove Paul Harris Fellow, ha iniziato illustrando alcune fondamentali tappe storiche raggiunte dal Rotary in tema di pace, atteso che l’Associazione ha promosso da sempre la cultura della pace e unisce alle parole anche l’azione.

Già nel 1914 a Houston, con l’avvento della Prima Guerra mondiale, i delegati al congresso del R.I. hanno adottato una risoluzione “per organizzare un congresso internazionale per la pace”.

Nel 1922 l’Associazione ha sancito come proprio quarto obiettivo il “propagare la comprensione mondiale, la buona volontà e la pace mondiale, mediante il diffondersi (di tali ideali) nel mondo degli affari e delle professioni tra le persone unite dal comune spirito del servire”.

Nel 1940 all’Havana i Rotariani hanno adottato in sede di congresso del R.I. una nuova risoluzione, con la quale hanno identificato “la libergiustizia, la verità, la santità della parola data e il rispetto dei diritti umani come elementi vitali per la pace mondiale”, concetti questi che poi sono stati nel 1948 il fondamento della Dichiarazione universale dei Diritti umani.

Nel 1945 a San Francisco quarantanove rotariani hanno contribuito alla stesura dello Statuto delle Nazioni Unite.

In quell’occasione il Rotary è stato premiato con lo status di “Advicer” e Paul Harris ha detto che “l’amicizia e la tolleranza, principi fondamentali del Rotary, sono utili per la pace nel mondo”.

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A questo punto Vincenzo è entrato nel vivo dell’argomento, aprendoci lo sguardo sulle “parole di pace”: dall’art.11 della Costituzione italiana (“L'Italia ripudia la guerra come strumento di offesa alla libertà degli altri popoli…; consente, in condizioni di parità con gli altri Stati, alle limitazioni di sovranità necessarie ad un ordinamento che assicuri la pace e la giustizia fra le Nazioni…”), al discorso di insediamento del Presidente della Repubblica italiana Sandro Pertini (“Si svuotino gli arsenali di guerra, sorgente di morte, si colmino i granai, sorgente di vita…Questa la strada, la strada della pace che noi dobbiamo seguire”), da Martin Luther King (“…trasformare le stridenti dissonanze della nostra nazione in una stupenda sinfonia di fratellanza…”) a Leopold Senghor teorico della “negritude” e fautore della corrente di pensiero dell’Umanesimo pacifico (“La spada noi la riporremo nella custodia della pace, perché il lavoro duro sarà la nostra arma vincente e il dialogo”), dall’operato di pace di U Thant, Segretario generale dell’ONU (è necessario “comprendere chiaramente il contesto in cui le forze dell’ONU operano… e il carattere nuovo e complesso delle operazioni di mantenimento della pace” un concetto che “si fonda sulla ragione, sulla cooperazione locale, sulla diplomazia, sulla buona fede, e non può né deve contare sulla forza armata, sulla potenza politica o sulla dominazione fisica o politica”) fino a Don Tonino Bello che esortava a diventare “Costruttori di pace”, ricordando il versetto: “il deserto diventerà un giardino… e la giustizia regnerà nel giardino... e frutto della giustizia sarà la pace” (Is. 32,15-17).

Siamo così arrivati alla “carrellata” delle “musiche di pace” che seguono anch’esse l’ordine cronologico degli eventi: “La Ballata degli eroi” di Fabrizio De Andrè (1961), ricorda il periodo in cui a Berlino i sovietici costruivano il muro; “Blowin’in the wind” di Bob Dylan (1963), la guerra del Vietnam, che faceva strage di una generazione di giovani americani e il movimento per i diritti civili trovava le sue prime forme di espressione; il musical “The Age of Aquarius”, rappresenta l'avvento di un'epoca nuova, di un periodo storico di cambiamento nel senso di libertà, comunicabilità, e armonia con la natura e l'ambiente; il gospel “We Shall overcome” di Joan Baez, una canzone pacifista che divenne un inno del movimento per i diritti civili negli Stati Uniti; e ancora “Mettete dei fiori nei vostri cannoni” dei Giganti (1967) a “Imagine”(1971) e “Give peace a chance”(1975), inni universali di pace e fratellanza,, entrambe di John Lennon; “Born in the USA” di Bruce Springsting (1984), un canto dolente sulla generazione dei reduci del Vietnam; “We are the world” (1985), una “antiwar song” scritta per raccogliere fondi da devolvere alla popolazione dell’Etiopia, afflitta in quel periodo da una disastrosa carestia.

Il Relatore ci ha fatto osservare che anche se i tempi non sono più quelli delle guerre sanguinose della prima metà del secolo scorso, e nemmeno quelli della guerra fredda, purtroppo in tante parti del mondo la pace è ancora molto lontana.

Ed è proprio per tenere alta l’attenzione e per scuotere le coscienze che Vincenzo ha scelto di far scorrere, su queste “musiche di pace”, le immagini delle atrocità che sono dirette conseguenze dei conflitti, “immagini che commuovono e graffiano l’animo di chi le guarda e ascolta le parole”, e fanno riflettere sul fatto che “fino a quando non ci sarà una vera giustizia sociale e ideologica, non potrà mai esserci una vera pace”.

Il tempo è volato e i pensieri conclusivi sono strettamente legati e connessi, con una circolarità perfetta, alle premesse degli ideali rotariani di pace.

La musica scelta per la conclusione è stata la poesia di Francesco De Gregori “La Storia siamo noi”.

La ballata è dolce e il messaggio che porta in sé è fortissimo tanto da essere più volte ribadito: siamo noi che vivendo e lavorando tutti insieme per il miglioramento della società possiamo superare ogni barriera.

“La storia siamo noi, siamo noi questo piatto di grano”, ciò che di più terreno c’è al mondo, una verità semplice e vitale, presentata dalla metafora del vivere (“piatto di grano”).

La pace è stare insieme in armonia senza separarsi e l’invito finale, dunque, è quello di praticare solidarietà e pace.

Conclusa la relazione con un lungo e affettuosissimo applauso, Giorgio Papa, Presidente del Rotary Club Bari Sud, ringraziando e complimentandosi con Vincenzo Sassanelli per l’affascinante e toccante relazione, ha sottolineato il compito che spetta a ognuno di noi: portare pace e amore nei nostri cuori, per estenderli all’esterno nei confronti di tutti gli altri.

L’eccellente intreccio di parole e musiche sulla strada della pace, proposto dall’Amico Vincenzo, ci ha regalato una splendida serata di emotiva consapevolezza e di riflessione.

Grazie!

Articolo scritto dall'Avv. Carmen Russo

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